ANTHROJUSTICE
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Definizione di 'test culturale

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orientativo' del giudice
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Lo strumento pratico, di ricerca applicata che questo vademecum propone per favorire l’incontro tra diritto e antropologia nelle aule giudiziarie è il “test culturale orientativo”.​
Che cos’è un test culturale? 
Con l’espressione test culturale si intende un insieme di domande e di valutazioni che guidano il giudice nel decidere se dare riconoscimento ad una pratica culturale e nel bilanciarla con altri diritti. Lo strumento appartiene alla più ampia categoria dei test di bilanciamento, usati a livello comparato da numerose corti, volti a fissare standard stabili per decidere una controversia. I test di bilanciamento sono nati nella tradizione di common law intorno al 1910-20 e si sono poi estesi ad altre giurisdizioni, tanto che oggi anche corti di stati europei vi fanno ricorso (es. il test di ragionevolezza usato dalle corti costituzionali). L’espressione “test culturale”, così specifica e testuale, è stata creata dalla Corte Suprema Canadese che forgiò il primo test culturale nel 1996[1]. Si consideri che sin dal 1963[2] negli Stati Uniti già esistevano “test religiosi” per verificare le condizioni del riconoscimento di pratiche religiose.
Oggi, con test culturale, ci si riferisce a uno strumento che serve a risolvere dispute che nascono da rivendicazioni avanzate da immigrati, stranieri o minoranze nazionali volte a considerare profili attinenti alla propria cultura di appartenenza. Tale test si caratterizza per il fatto di includere nelle domande oggetto di valutazione numerose questioni antropologiche. Lo scopo del test culturale è quello di procedimentalizzare l’iter argomentativo del giudice (nella motivazione, o preliminarmente ad essa) in modo da far sì che tutte le questioni rilevanti, quando viene in gioco una diversa cultura, siano considerate nel processo. Si tratta di uno schema motivazionale che il giudice è chiamato a percorrere quando risolve una disputa multiculturale. Il test culturale, con gli adattamenti del caso, può operare trasversalmente a diversi rami dell’ordinamento civile, penale, amministrativo, minorile, protezione internazionale. Tale strumento può essere usato per valutare un reato culturalmente motivato, un caso di diritto di famiglia, di risarcimento, di affidamento di minore o per rispondere alle richieste dei richiedenti asilo.
Il test culturale non è da intendersi come una catalogazione di cultura - approccio che contribuirebbe a una sterile esotizzazione delle culture e che ormai è stato abbandonato in antropologia già dalla svolta interpretativa del 1970[3] – ma soltanto ed esclusivamente come uno strumento di orientamento del giudice che si trova davanti alla diversità culturale, diversità che deve comprendere e “tradurre” per poter risolvere il caso giuridico in questione.[4] Piuttosto, quello che in quest’occasione definiamo “test culturale orientativo” del giudice, è un insieme di domande utili per comprendere se dare riconoscimento a una pratica culturale e a che condizioni.
Il test costituisce uno schema motivazionale, un iter prestabilito che il giudice può seguire nella risoluzione di un conflitto multiculturale; il suo scopo è quello di procedimentalizzare l’iter argomentativo del giudice nella motivazione, in modo da far sì che tutte le questioni rilevanti ai fini del riconoscimento culturale siano considerate nel processo.


[1] Nel caso R. v. Van Der Peet [1996], 2 S.C.R. 507.

[2] Sherbert v. Verner (1963), 374 U.S. 398.

[3] Geertz, C., 1973, The Interpretation of Cultures, New York, Basic Books e Malighetti, R., 1991.

[4] È bene tenere a mente, durante la lettura del “test culturale orientativo” proposto in questo vademecum, che la cultura non è qualcosa di statico, che non si può racchiudere dentro una mappa o ad un elenco, ma che è piuttosto un sistema articolato in potenziale mutamento, soggetto a numerose variabili, e che necessiterebbe di tempo per essere compreso e “tradotto”.
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Riassumendo, potremmo sostenere che un “test culturale orientativo” è utile per fornire ai giudici un iter procedimentalizzato che consenta di:
 
  • divenire consapevoli della componente culturale di una controversia;
  • valutare che peso dare alla componente culturale aiutando il bilanciamento tra diritti culturali e altri diritti;
  • avere un metodo standardizzato e sintetico per impostare la soluzione di un conflitto multiculturale, per valutare un caso di diritto di famiglia, di risarcimento, di affidamento di minore o per rispondere alle richieste dei richiedenti asilo.
Il test culturale può essere utilizzato sia in casi concernenti la protezione della cultura, ossia quei casi in cui un soggetto facente parte di una minoranza culturale richiede il riconoscimento di un diritto culturale (es. indossare il velo, il kirpan; seppellire i morti secondo le proprie tradizioni; coccolare i propri figli secondo le proprie modalità affettive/emotive), sia nei casi di protezione dalla cultura, in cui si chiede all’ordinamento, tramite il giudice, di evitare l’applicazione di pratiche culturali lesive di altri diritti. Questi ultimi casi si registrano, in particolare, nelle richieste di asilo e di protezione internazionale (es. vudù, caccia alle streghe, costrizioni a diventare re o sciamano), nonché nel diritto penale da parte delle vittime di reati culturalmente motivati (es. omicidi d’onore, mutilazioni genitali femminili).
Quello che è maggiormente auspicabile attraverso l’uso di questo test, è che il giudice sia prima facie edotto delle motivazioni e determinanti culturali che informano il comportamento delle parti, e che, nei casi più complessi, sia in grado di riconoscere la necessità della consulenza di un antropologo. In questo modo, si potrà consentire a quest’ultimo di valutare la credibilità delle vicende narrate dalle parti in causa, per poter avere una verifica quanto più oggettiva possibile. Perché queste valutazioni si possano svolgere, quindi, è consigliabile sviluppare una certa sensibilità antropologica, ed è su questo aspetto che si focalizza questo vademecum fornendo, nella sua parte speciale, dei casi culturali illustrati alla luce del test.

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